Appennino Hack 2026: oltre 90 partecipanti e un’idea vincente che porta il cinema tra le montagne

Appennino Hack 2026: oltre 90 partecipanti e un’idea vincente che porta il cinema tra le montagne

Si è svolta il 25 marzo a Piacenza la challenge laboratoriale regionale Appennino Hack, tappa importante del percorso dedicato alla valorizzazione delle aree montane

L'evento ha visto la partecipazione di oltre 90 persone tra studenti, professionisti, rappresentanti di organizzazioni e attori del territorio. 

La giornata è stata concepita come occasione di ideazione e networking tra i diversi attori presenti e come spazio di confronto concreto tra competenze diverse. Appennino Hack si conferma così un laboratorio capace di attivare energie e collaborazioni, favorendo l'incontro tra visioni, esperienze e bisogni concreti dei territori. La giornata ha evidenziato ancora una volta come l'innovazione nelle aree montane passi dalla capacità di costruire soluzioni sostenibili, radicate nei contesti locali e orientate a generare valore nel tempo.
 

Il progetto vincitore: "Appennino in Pellicola"

A distinguersi è stato il progetto "Appennino in Pellicola", che ha conquistato il primo posto per la sua capacità di coniugare valorizzazione territoriale, sostenibilità economica e impatto sociale.

La proposta immagina un circuito estivo diffuso nelle vallate dell'Appennino, in cui eventi cinematografici all'aperto si intrecciano con l'offerta enogastronomica locale e momenti di socialità. L'esperienza si sviluppa come un format completo, capace di attrarre visitatori e di coinvolgere attivamente le comunità locali, creando occasioni di incontro e nuove opportunità per produttori e operatori del territorio.

L'elemento distintivo del progetto risiede nella sua concretezza: un modello replicabile, costruito sull'integrazione tra cultura, turismo e filiere locali, con la possibilità di attivare collaborazioni con realtà già presenti e di dare spazio a nuove produzioni cinematografiche e a giovani autori.
 

Secondo e terzo posto

Il secondo posto è stato assegnato al progetto LOCAL.Y, una piattaforma digitale di intermediazione tra domanda e offerta, con una forte componente di governance locale: il coinvolgimento dei Comuni consente di monitorare in modo puntuale i bisogni emergenti e orientare lo sviluppo dei servizi. Il progetto introduce inoltre elementi interessanti dal punto di vista economico, come l'utilizzo di meccanismi di economia circolare e modelli di autosostenibilità basati su micro-transazioni e partnership territoriali.

Al terzo posto si è classificato Appennino Tour, che ha proposto una piattaforma basata su intelligenza artificiale per la creazione di itinerari turistici personalizzati. L'obiettivo è valorizzare in modo innovativo le risorse locali, mettendo in rete esperienze autentiche legate a cultura, natura ed enogastronomia e offrendo ai visitatori percorsi costruiti su misura.
 

Un laboratorio per il futuro delle aree montane: le altre progettualità emerse

Appennino Hack ha delineato una visione strategica per contrastare lo spopolamento e la fragilità economica delle zone montane, puntando su tre pilastri fondamentali: la rigenerazione del patrimonio edilizio, la creazione di nuove forme di socialità e l'integrazione tecnologica. Il Politecnico di Piacenza ha contribuito alle attività apportando competenze progettuali.

Il recupero degli spazi fisici è al centro di proposte come "Dal Vuoto al Valore" e "L'Hub Ostello", che mirano a trasformare immobili pubblici dismessi in presidi di comunità e centri polifunzionali capaci di unire l'accoglienza per il turismo sportivo a laboratori per l'innovazione digitale. In questa stessa direzione si muove il progetto "Connessioni di comunità", che propone un modello di albergo diffuso dinamico per favorire l'aggregazione tra residenti e visitatori attraverso hub e info-point territoriali.

La dimensione sociale e la promozione delle tradizioni locali trovano spazio in iniziative itineranti come "Svelaborgo", una cena diffusa pensata per contrastare la solitudine sociale e valorizzare i prodotti tipici, e "Una Notte, mille luci", un format di eventi immersivi notturni per la promozione dei borghi. La sfida dell'accessibilità viene invece affrontata dal progetto "Smart Inclusion Appennino", un'applicazione dedicata alla Via degli Abati che coordina servizi e percorsi inclusivi, integrando natura e tecnologia per rendere il territorio più competitivo.

 

L'evento è stato organizzato da ART-ER – Competenze e Territori per l'Innovazione, in collaborazione con l'Università Cattolica di Piacenza, con il supporto del Laboratorio Aperto di Piacenza e del Polo Territoriale di Piacenza del Politecnico di Milano.

Il ciclo di iniziative si integra con le attività che ART-ER sviluppa a supporto dei territori montani, tra cui quelle promosse dal Laboratorio LaSTI, dedicato ad amministratori e funzionari pubblici dei Comuni impegnati nell'attuazione delle Strategie Territoriali Integrate STAMI.

Le attività dell'Unità Competenze e Territori per l'Innovazione di ART-ER sono finanziate dai Fondi europei della Regione Emilia-Romagna – POR FSE 2021-2027.